Il colloquio annuale, senza burocrazia.
Ogni inizio anno, la stessa incombenza annunciata: moduli interminabili, manager che preparano la sera prima, sintesi che nessuno rilegge. Eppure il colloquio annuale è uno dei rari momenti in cui l'azienda si ferma a parlare di lavoro, persona per persona. Merita una griglia semplice, e un seguito.
Un rituale amministrativo
Ci sono due modi classici di sbagliare l'esercizio. Il modulo di dodici pagine, ricopiato da uno studio di consulenza, che nessuno compila seriamente. O il modulo HR sovradimensionato, con i suoi workshop di calibrazione e i nove livelli di valutazione, che i manager aprono una volta all'anno, dopo i solleciti. In entrambi i casi il risultato è lo stesso: si compila per compilare.
I manager rimandano, i collaboratori subiscono, le HR sollecitano. La sintesi finisce in una cartella che nessuno riapre. E alla campagna successiva, gli obiettivi fissati l'anno precedente sono spariti dalla circolazione.
Il colloquio non ha bisogno di essere lungo. Ha bisogno di essere strutturato, onesto, e seguito da effetti.
Cinque tempi, un'ora e mezza
La stessa griglia per tutti, nota in anticipo da entrambe le parti. È la condizione di uno scambio preparato, e di campagne comparabili da una squadra all'altra.
Il bilancio dell'anno
Prima i fatti: che cosa era previsto, che cosa è stato fatto, in quale contesto. I successi si nominano, le difficoltà anche. Un bilancio onesto vale più di un complimento di cortesia.
- Partire dagli obiettivi fissati l'anno scorso
- Fatti, non impressioni
- Il contesto conta
Le competenze
Che cosa la persona padroneggia, che cosa la distingue, che cosa le manca per il passo successivo. Non una griglia di voti: una fotografia condivisa, che prepara il tempo seguente.
- Acquisizioni e punti di forza
- Aree di progresso nominate
- Legate al ruolo reale
Gli obiettivi dell'anno che viene
Pochi, concreti, datati. Un obiettivo che il collaboratore non può influenzare non ha nulla da fare lì.
- Da tre a cinque, non quindici
- Misurabili o osservabili
- Accettati, non imposti
Lo sviluppo
Formazione, mobilità, desideri di evoluzione: il tempo di parlarne, anche brevemente, e di tenerne traccia. È spesso lì che si gioca la fidelizzazione.
- I desideri annotati e datati
- Impegni realistici
- Una risposta, anche negativa
La sintesi, validata da entrambi
Una pagina che dice l'essenziale, riletta e validata dal collaboratore come dal manager. È lei che impegna, e lei che servirà da punto di partenza l'anno prossimo.
- Corta e fedele
- Validata da entrambe le parti
- Ritrovabile l'anno seguente
Chi prepara, chi conduce, chi vigila
Il collaboratore prepara. Un'autovalutazione a monte, sulla stessa griglia. Il colloquio confronta due preparazioni, non parte da una pagina bianca.
Il manager conduce. Ascolta più di quanto parli, e stabilisce gli obiettivi con la persona, non contro di lei. E arriva avendo detto, durante l'anno, ciò che aveva da dire.
Le HR attrezzano e vigilano. Una griglia comune, un calendario di campagna, l'equità tra le squadre, e la verifica che il seguito ci sia: formazioni avviate, obiettivi rivisti, desideri trattati.
Una regola, infine: il colloquio annuale non sostituisce il management quotidiano. Gli obiettivi fissati a gennaio si pilotano tutto l'anno, un esercizio a sé, che abbiamo attrezzato con Cresco.
Quattro modi di svuotare l'esercizio del suo senso
Il modulo fiume
Dodici pagine garantiscono una cosa: nessuno prepara. La griglia sta in cinque tempi, il colloquio in un'ora e mezza.
La sorpresa annuale
Un rimprovero scoperto in colloquio è un doppio fallimento: il fatto, e il silenzio che è durato. Nulla di importante deve dirsi lì per la prima volta.
Il colloquio senza seguito
Obiettivi fissati a gennaio e rivisti al gennaio successivo sono auspici. Senza una revisione in corso d'anno, l'esercizio si svuota.
Il voto che schiaccia tutto
Quando tutto converge verso un voto, la discussione diventa una negoziazione del voto. Il voto può esistere; non deve essere l'argomento.
La griglia attrezzata, pronta per una campagna
Tutto quanto precede sta in uno strumento leggero: una griglia comune, le validazioni incrociate, la sintesi generata, e la vista di campagna per le HR. Senza modulo da installare né progetto HRIS.
Evalia: condurre e tracciare i colloqui annuali
Griglia strutturata, validazioni, sintesi PDF e pilotaggio di campagna. Gratuito, nel browser.